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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

XO2 prenotabile!

Ho il piacere di informare che sarà possibile avanzare richiesta di acquisto di un modello XO2

comprese nel primo batch di produzione di 100 pezzi. Le moto – a scelta tra 4kw (omologo a 50cc)  oppure 8 kw (motociclo categoria 125 cc) saranno assegnate in ordine di data ricezione richiesta presso il produttore XOR MOTORS di Gardanne (Francia). Si rimanda al sito www.xor-motors.com per il form di prenotazione.

Possiamo anticipare che i colori disponibili saranno bianco, rosso, nero e marrone metallizzato.

Consegna dei veicoli: entro il mese di Ottobre 2012.

Informazioni: 050 938671  ore ufficioImmagine

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Mobility Management

In quei contesti pubblici e privati finalmente obbligati a dar conto del controllo dei costi energetici (diretti e indiretti), dei costi di gestione e dei servizi di mobilità, quali ad esempio, la flotta veicoloi aziendali, muletti o addirittura biciclette e costi afferenti al loro utilizzo e alla misura dell’efficacia – o produttività, oggi si delinea una fifura professionale dedicata: il mobility manager.

Egli ha facoltà di stimare, proporre o prevedere e quindi coordinare interventi importanti almeno sul fronte delle azioni volte al contenimento dei costi di movimento di cose e sopratutto persone, sia nell’ambito interno alla strauttura cje per accedere ad essa e fornire strumenti -auto, bus, scooter, bici,… – ai dipendenti anche per spostamenti ad uso promiscuo (privato e aziendale)

Il mobility manager é a pieno diritto collettore di opportunità di abbattimento o riduzione di flussi di costi di mobilità.

E’ una figura professionale di estrazione tecnica più che amministrativa e -di norma – riferisce alla Direzione Generale.

Dal punto di vista normativo, la giurisprudenza é ancora minima.

Il decreto interministeriale Mobilità sostenibile nelle aree urbane del 27/03/1998, ha introdotto la figura professionale del responsabile della mobilità. Gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per unità locale e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale.

Nell’ambito del decreto si delineano due figure professionali:

  • mobility manager di azienda;
  • mobility manager di area.  Il mobility manager di area orienta, supporta e coordina i mobility manager aziendali. L’ufficio del mobility manager di area è solitamente ubicato presso l’ufficio Traffico dell’Ente locale che lo ha nominato (Comune o Provincia). Un mobility manager di area opera per migliorare la mobilità su tutto il territorio di propria competenza, lavora con tutte le strutture preposte al traffico e ai trasporti e collabora con le aziende di trasporto locale, monitora gli effetti delle misure adottate dai singoli responsabili aziendali e coordina l’esecuzione dei Piani spostamento casa-lavoro (PSCL) di Enti e aziende (obbligo di legge per tutte le società con più di 300 dipendenti che sono obbligate a nominare il mobility manager aziendale).

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Si inizia a parlare di BIOCARBURANTI finalmente anche a livello popolare. Per fortuna le bandiere favorevoli sono molto poche. La certezza é che grandi investiori stanno già facendo razzia di terreni su cui faranno convergere le piantagioni e colture “neo-energifere” a danno delle popolazioni deboli che verranno espropriate di terra fertile.

Se si aggiunge che il BIODIESEL sarà comunque  vantaggioso solo per i venditori e non ridurrà ne impatto ambientale né indurrà miglioramenti tecnologici, ci sono alte preoccupazioni per una nuova crociata anti ambientalista, spacciata come soluzione all’esaurimento delle fonti fossili.

Ecco un testo ripreso dall’italiano ideegreen.it

La comunità scientifica è fortemente divisa. Da un lato vediamo i sostenitori del biodiesel che lo esaltano come una soluzione meno inquinante dei combustibili fossili, dall’altro, vi sono numerosi scienziati che vedono nel biodiesel una minaccia ancora più grande del petrolio.

L’ideale sarebbe sfruttare l’olio da cucina esausto, destinato alla discarica o peggio, a finire nei tubi di scarico, trasformato in biodiesel e pronto ad alimentare autoveicoli oppure a riscaldare le nostre case. Teoricamente questa trasformazione potrebbe essere realtà, ma non è ciò che avviene. Il biodiesel è meno inquinante dei classici combustibili fossili però non proviene da olio da cucina, piuttosto la sua derivazione si basa sullo sfruttamento di terre, l’utilizzo di concimi chimici e pesticidi, spesso comunque derivati dal petrolio.

Se consideriamo esclusivamente il processo di combustione del biodiesel, i vantaggi in termini di emissioni sono tangibili, ma, se si considera l’intero ciclo di vita, sono numerosi i dubbi che sorgono. Con la produzione del biodiesel il fenomeno del land grabbing si è ulteriormente intensificato. I paesi occidentali vanno a sfruttare i territori delle zone remote.

Il biodiesel viene estratto dalla lavorazione di piante come mais e soia. Le ricche aziende produttrici di questo biocarburante, dunque, hanno bisogno di immense distese terriere. Queste terre vengono strappate alle comunità che vivono nei paesi remoti. Se anche non volessimo considerare il lato etico, per la coltivazione delle terre per i biocarburanti, vi sono altre sfaccettature. Una diffusione del biodiesel aumenterebbe i terreni coltivati con questa finalità e quindi anche la deforestazione e, fatalmente, con la domanda, aumenterebbe anche il prezzo delbiocarburante.

Il biodiesel si produce dalla reazione di oli vegetali con alcool metilico ottenendo, oltre al Diesel-Bi, glicerina – che viene rivenduta al settore cosmetico/farmaceutico come prodotto secondario-. Questa trasformazione è necessaria in quanto gli oli vegetali non presentano le caratteristiche adatte a sostituire il gasolio. Secondo l’EIA (Energy Information Administration), nel 2011 ilbiodiesel è stato ricavato principalmente da olio di soia e olio di colza.

Fonte http://wisesociety.it/ – ideegren.it

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Benvenuto in  questo blog.

Il sito tratta principalmente veicoli a trazione elettrica e si rivolge  ad attuali e futuri utilizzatori di veicoli elettrici a due, tre e quattro ruote .

Inoltre guardiamo con simpatia a moderni imprenditori che condividono l’idea di una mobiltà finalmente alternativa ai motori termici.

Ci interessa la qualità della vita sopratutto nelle nostre città.  Siano centri storici, che paesi o comunità di qualunque dimensione e densità abitativa, in essi il maggior disagio oggi percepito è riconducibile al  traffico: alle emissioni, ai rumori, alle difficoltà di parcheggio in ragione della quantità di veicoli necessari o comunque circolanti .

Ritengo che operare – anche a livello imprenditoriale – per ridurre questo disagio e – in parallelo – proporre un pensiero “light” di mobilità urbana possa essere una risorsa, oltre che una soddisfazione personale.

Assistiamo a campagne “pseudo ecologiste” di informazione  solo polemiche e scarsamente propositive. Nel frattempo si torna alle chiusure a traffico, alle targhe alterne,….

L’ecologia é divenuta materia di marketing e ha perso l’originaria prospettiva di stile di vita. La green economy é ormai sinonimo di “business del fotovoltaico, della bioedilizia, filiere commerciali per prodotti alternativi”….

Evidentemente la  ”green economy” é una semplice nuova crociata consumeristica.  Noi ci svincoliamo dalle materie economiche in termini di “ecologia” e nelle prossime pagine e ci limiteremo a offrire temi, pensieri e recensioni di  prodotti che possano  essere graditi a chi non “vive” di green economy ma non vuole nemmeno rimanere sul carro della “old economy” e continuare a subire le convenienze dei gruppi di potere energetici e della filiera dei petroli come strumento di controllo economico e sociale.

Progetti Mobili è un sito informativo gestito da Camperbusiness Srl  Pisa – p.iva 01735490508.

Telefono 339 8407119 e-mail  info@progettimobili.it

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