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Archive for giugno 2012

Si inizia a parlare di BIOCARBURANTI finalmente anche a livello popolare. Per fortuna le bandiere favorevoli sono molto poche. La certezza é che grandi investiori stanno già facendo razzia di terreni su cui faranno convergere le piantagioni e colture “neo-energifere” a danno delle popolazioni deboli che verranno espropriate di terra fertile.

Se si aggiunge che il BIODIESEL sarà comunque  vantaggioso solo per i venditori e non ridurrà ne impatto ambientale né indurrà miglioramenti tecnologici, ci sono alte preoccupazioni per una nuova crociata anti ambientalista, spacciata come soluzione all’esaurimento delle fonti fossili.

Ecco un testo ripreso dall’italiano ideegreen.it

La comunità scientifica è fortemente divisa. Da un lato vediamo i sostenitori del biodiesel che lo esaltano come una soluzione meno inquinante dei combustibili fossili, dall’altro, vi sono numerosi scienziati che vedono nel biodiesel una minaccia ancora più grande del petrolio.

L’ideale sarebbe sfruttare l’olio da cucina esausto, destinato alla discarica o peggio, a finire nei tubi di scarico, trasformato in biodiesel e pronto ad alimentare autoveicoli oppure a riscaldare le nostre case. Teoricamente questa trasformazione potrebbe essere realtà, ma non è ciò che avviene. Il biodiesel è meno inquinante dei classici combustibili fossili però non proviene da olio da cucina, piuttosto la sua derivazione si basa sullo sfruttamento di terre, l’utilizzo di concimi chimici e pesticidi, spesso comunque derivati dal petrolio.

Se consideriamo esclusivamente il processo di combustione del biodiesel, i vantaggi in termini di emissioni sono tangibili, ma, se si considera l’intero ciclo di vita, sono numerosi i dubbi che sorgono. Con la produzione del biodiesel il fenomeno del land grabbing si è ulteriormente intensificato. I paesi occidentali vanno a sfruttare i territori delle zone remote.

Il biodiesel viene estratto dalla lavorazione di piante come mais e soia. Le ricche aziende produttrici di questo biocarburante, dunque, hanno bisogno di immense distese terriere. Queste terre vengono strappate alle comunità che vivono nei paesi remoti. Se anche non volessimo considerare il lato etico, per la coltivazione delle terre per i biocarburanti, vi sono altre sfaccettature. Una diffusione del biodiesel aumenterebbe i terreni coltivati con questa finalità e quindi anche la deforestazione e, fatalmente, con la domanda, aumenterebbe anche il prezzo delbiocarburante.

Il biodiesel si produce dalla reazione di oli vegetali con alcool metilico ottenendo, oltre al Diesel-Bi, glicerina – che viene rivenduta al settore cosmetico/farmaceutico come prodotto secondario-. Questa trasformazione è necessaria in quanto gli oli vegetali non presentano le caratteristiche adatte a sostituire il gasolio. Secondo l’EIA (Energy Information Administration), nel 2011 ilbiodiesel è stato ricavato principalmente da olio di soia e olio di colza.

Fonte http://wisesociety.it/ – ideegren.it

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